Legambiente Turismo promuove gli agriturismo Emilia Romagna per la loro offerta ricettiva improntata sul rispetto per l’ ambiente, l’ utilizzo di energia pulita, la salvaguardia del prodotto biologico locale.
Gli agriturismo Emilia Romagna possono essere definiti “Ecolabel“.
Ovviamente, non tutte le strutture aderiscono completamente alle norme imposte dall’ assegnazione di tale etichetta. Tuttavia, il fatto che alcune aziende si stiano muovendo in tale direzione, unito all’ impegno costante di questa regione per lo sviluppo del settore turistico, lascia presagire per il prossimo futuro un’ adesione sempre più significativa al cosiddetto “turismo ecocompatibile“.
Quali sono i fattori in gioco nella definizione di un turismo sostenibile ed “ecolabel”?
· aria
· mare e costa
· risorse idriche
· natura e paesaggio
· patrimonio culturale
· ambiente urbano
· turismo
· industria
· agricoltura
· rifiuti
Vi proponiamo una bella definizione del termine “ecoturismo“, trovata su uno dei portali di informazione turistica di maggiore successo nel panorama internettiano italiano.
Il portale si chiama Velisti per Caso e i suoi autori sono Syusy Blady e Patrizio Roversi, bolognesi DOC (di nascita Syusy - di adozione Patrizio):
“Turismo e ecologia sembrano concetti inconciliabili, e tuttora, nei fatti, lo sono. I danni che il turismo di massa ha causato agli ecosistemi, alle culture e alle economie locali sono incalcolabili. Nei fatti questo rapporto si traduce nella distruzione delle coste e di ambienti naturali per far posto agli insediamenti turistici, nello sfruttamento del lavoro minorile, nel traffico illegale di specie protette per il mercato dei souvenir, nella perdita d’identità culturale delle popolazioni nei luoghi di destinazione e in molto altro. Per anni gli occidentali si sono goduti le loro vacanze in paradisi naturali ignari o disinteressati ai danni gravissimi che stavano causando.
Il problema si allarga a macchia d’olio e ora che è sotto gli occhi di tutti, un nuovo tipo di turismo si sta affacciando cercando di contrastare la cultura dei mega villaggi globalizzati e dei tour operator, i cui ricavi finiscono in tasche, ancora una volta, occidentali.
Teorizzato negli anni Settanta e indicato come l’unica alternativa ecologicamente sostenibile, l’ecoturismo è diventato, invece, nell’ultimo decennio, non soltanto una realtà, ma anche un affare di dimensioni mondiali e il segmento specializzato con il maggiore tasso di crescita nel mercato del tempo libero.
Nei fatti l’ecoturismo sostiene il benessere delle comunità locali, comporta un’esperienza di apprendimento e conoscenza, richiede un atteggiamento responsabile da parte dei turisti e dell’industria turistica, è rivolto essenzialmente a piccoli gruppi, è organizzato e gestito da piccole e medie imprese, incoraggia la partecipazione della comunità e dell’imprenditoria locale, specialmente delle comunità agricole, richiede il minor consumo possibile di risorse non rinnovabili e contribuisce alla conservazione della biodiversità.”